La storia dell'Harley Davidson

La leggenda dell'Harley Davidson nasce nel 1903 a Milwaukee (USA) e passa attraverso il boom di due Guerre Mondiali per arrivare fino ai giorni nostri.

Come tutte le grandi cose, anche il mito della Harley Davidson nasce da un idea, una passione, una speranza ritenuta quasi impossibile. Il sogno prende la forma di una piccola bicicletta motorizzata, realizzata nel garage di Arthur Davidson dallo stesso Arthur e dal suo amico William Harley. Era il 1901 quando nacque la prima Harley della storia.

La società Harley Davidson viene fondata due anni più tardi, il 28 agosto 1903, con alle spalle solamente tre esemplari venduti. La crescita è graduale ma inarrestabile: nel 1907 le Harley prodotte erano 150, mentre 10 anni più tardi sarebbero state addirittura 13 mila.

Il primo vero boom dell'azienda avvenne nel 1917, quando gli Stati Uniti entrarono ufficialmente nella Prima Guerra Mondiale. L'esercito degli Stati Uniti richiede all'azienda 45 mila motociclette, tra cui 5 modelli da 1000 cc. Questo incremento della produzione consente alla Harley Davidson di diventare negli anni '20 il più grande produttore di motociclette al mondo, presente in 67 Paesi. Il primo vero traguardo viene però raggiunto nel 1921, quando venne realizzata la prima moto in grado di raggiungere i 160 Km/h.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, la crisi economica costringe alla chiusura numerose casi di produzione, lasciando attive sul mercato americano solamente due grandi aziende concorrenti: Harley Davidson e Indiana. Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale la produzione della Harley subisce un nuovo boom: questa volta le moto da produrre per l'esercito americano saranno 88 mila.

Nel 1954 la principale concorrente della Harley, Indiana, Chiude i battenti lasciando Harley Davidson come unica società di rilievo nel mercato motociclistico statunitense. Nel 1957 nasce uno dei modelli di maggiore successo fra il pubblico: "Sportster".

Nel 1969 si verifica un nuovo evento molto importante per la storia della Harley Davidson: l'azienda viene rilevata da AMF (American Machine and Foundry), che decide di ridurre drasticamente la forza lavoro. Questo fatto ebbe effetti devastanti sulla qualità del prodotto portando inevitabilmente a un forte calo delle vendite e al rischio di fallimento. La situazione restò molto difficile per molti anni, risollevandosi anche grazie al fatto che la Harley vinse in Campionato Mondiale di Velocità per tre anni consecutivi dal 1974 al 1975.

Nel 1981 la Harley Davidson passa di mano, venendo acquistata da un gruppo di 13 investitori guidati da Vaughn Beals e Willie G. Davidson. La Harley torna però ad essere leader mondiale nel mercato delle moto di grande cilindrata solamente nel 1984, grazie alla nascita della "Softail Custom". La Harley diventa ufficialmente una leggenda nel 1990, grazie al lancio del modello "Fat Boy", che incarna perfettamente il nuovo stile retrò scelto per rilanciare il marchio.

Nel 2003 Harley Davidson, un marchio ormai divenuto un vero e proprio mito mondiale, ha festeggiato il suo centesimo compleanno in grande stile a Milwaukee con il più grande raduno della storia del motociclismo. Per celebrare l'evento i modelli di quell'anno vengono commercializzati come "Century Edition", con colori e serbatoti speciali accompagnati da una serie di abiti a marchio Harley.

Ma non è finita qui. Nel 2008 è stato aperto a Milwaukee il primo Museo Harley Davidson del mondo. Il museo offre la possibilità ai visitatori di vivere quell'atmosfera diu libertà, passione e orgoglio "on the road" che rappresentano l'anima della società.

Link:http://www.americanwheels.it/

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