Le regioni mediterranee e il loro paesaggio

Il clima e le attività dell'uomo hanno trasformato il ricco paesaggio della regione mediterranea in quella che oggi è conosciuta da tutti con il nome di "macchia mediterranea".

Estati lunghe, molto calde e secche e inverni miti e umidi caratterizzano il cosiddetto "clima mediterraneo". Questo tipo di clima è presente in quasi tutto il mondo e interessa piccole aree delle latitudini temperate affacciate alle coste occidentali delle masse continentali. Le regioni mediterranee si estendono fra i 30° e i 40° di latitudine sui versanti occidentale e sud-occidentale dei continenti. Queste aree sono interessate in estete dai sistemi di alta pressione delle vicine regioni desertiche e in inverno da basse pressioni provenienti dai mari. Il clima è quindi caratterizzato da forti variazioni stagionali, essendo le estati molto calde e secche e gli inverni miti e con abbondanti piogge. Il "Mediterraneo" dell'America Settentrionale è la California, quello dell'America Meridionale si trova in Cile e quello dell'Africa nella Provincia del Capo in Sudafrica. L'Australia ha due piccole aree "mediterranee", una sulla costa meridionale e una su quella occidentale. Ma la regione mediterranea più estesa, quella che ha dato il nome a questo tipo di clima è quella europea, che comprende gran parte dell'Europa meridionale e la costa settentrionale dell'Africa. Foreste di alberi sempreverdi ricoprivano un tempo gran parte delle regioni mediterranee. Il forte calore e la siccità dei mesi estivi non le danneggiavano, anzi, le specie che vi prevalevano avevano una straordinaria capacità di resistenza anche ai climi più duri. Solo l'attività dell'uomo è riuscita a degradare questo ambiente naturale: l'abbattimento degli alberi per fare posto alle coltivazioni ha impoverito il suolo che è andato sempre più coprendosi di boscaglia. Il paesaggio mediterraneo originario comprendeva una vegetazione molto varia. Sulle alte montagne crescevano conifere come il pino nero e il cedro. I pendii più dolci erano il regno delle caducifoglie come il cerro, più resistenti al caldo. Sulle colline e nelle valli prosperavano i lecci, i corbezzoli e altre latifoglie sempreverdi. Dove gli affioramenti di calcare, molto frequenti nelle regioni mediterranee, non consentivano una vegetazione rigogliosa, i pini di Aleppo nani si mescolavano alla lavanda. Sui pendii di arenarie attecchivano le specie più resistenti alla siccità come l'olivo e la sughera. In riva al mare, infine, crescevano pini marittimi isolati, spesso deformati dal vento. L'intervento dell'uomo ha modificato radicalmente l'ambiente primitivo: tranne che in alcune regioni particolarmente sfavorevoli all'insediamento umano o in poche oasi protette, la foresta mediterranea, soprattutto nell'Europa meridionale, è oggi ridotta a radi boschetti ed è stata sostituita dalla cosiddetta "macchia mediterranea", un'associazione di arbusti prevalentemente formati da cisti, corbescoli, lentischi e ginestre. La regione mediterranea è oggi il risultato di questo continuo avvicendarsi delle attività umane. Le montagne non riavranno mai più il loro manto di foreste, nonostante ci sia stato qualche rimboschimento. Le colline sono terrazzate e impiantate a vigneti e frutteti. Nelle pianure vengono coltivati arbusti nativi come la lavanda e cereali come il frumento; nelle aree più secche trovano il posto le piantagioni di sughere. Ovunque, la macchia mediterranea caratterizza il paesaggio. Ma le zone più importanti dell'area mediterranea sono forse oggi quelle costiere, la cui bellezza alimenta la principale industria di questa regione: il turismo.

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