Il lavoro del bambino: il gioco

Per un adulto, il gioco è un diversivo per passare il tempo e per scaricare la tensione; per il bambino, il gioco è necessario per conoscere il mondo che gli sta intorno.

Il modo di giocare in un bambino è naturalmente diverso a seconda della sua età: fino ai due mesi, è difficile potere parlare di giochi in senso stretto; anche in seguito, bisogna sempre ricordarsi che il comportamento che i genitori tengono con il bambino, i tentativi che fanno per interpretare i suoi pianti e le attenzioni con cui gli dimostrano il loro affetto sono, insieme ai primi giocattoli con cui stimoleranno la sua attenzione, i mezzi attraverso i quali il bambino realizza la scoperta del mondo.

Quando nasce, il bambino è pressochè cieco e sordo e i movimenti degli arti sono scoordinati. Ci vorrà qualche giorno perchè il neonato possa avvertire i rumori, mentre per la vista i tempi sono più lunghi: quasi subito nota la differenza tra luce ed ombra, ma ci vogliono tre-quattro mesi perchè possa riconoscere un oggetto e seguire con gli occhi qualcosa che si muove. Dopo poche settimane comincia anche il lungo apprendistato verso la coordinazione dei movimenti.

A due mesi il bambino riesce a tenere in mano un giocattolo, ma solo a tre mesi avrà una coordinazione tale da poterlo guardare e afferrare nello stesso tempo. Dopo il quarto mese il piccolo si porta alla bocca tutto ciò che gli viene dati e che riesce a prendere: la bocca è per lui lo strumento fondamentale della conoscenza.

In questo periodo il bimbo esplora tutto con estremo interesse, perciò gli possono essere dati una grande quantità di oggetti, purchè siano lisci, puliti, verniciati con colori atossici e abbastanza grandi da non essere inghiottiti.

I giocattoli cresceranno insieme al bambino. Dopo il primo anno di vita, quando impara a muovere i primi passi per dare inizio a una più approfondita esplorazione del suo universo, il bimbo non si accontenterà più degli oggetti che la mamma gli mette in mano.

L'industria del giocattolo per la prima infanzia offre una scelta molto vasta. E' bene che questi giocattoli siano robusti, per resistere meglio alle improvvise collere del bambino, ma l'unica precauzione che il genitore deve osservare è quella di tenere sempre in mente l'età del piccolo e l'età per cui il gioco è consigliato. Regalare al bambino un giocattolo adatto a un età superiore è diseducativo, perchè può creare disagio e frustrazioni.

I giocattoli migliori sono quelli che si prestano a più usi, come costruzioni e bambole. Quelli concepiti con un unico scopo escludono l'immaginazione e vengono presto scartati. In questa età, il piccolo comincia e giocare per imitazione, ripetendo con le bambole quello che la mamma fa con lui (indipendentemente dal sesso del bambino): le imbocca, le trascina per la mano o le mette a letto.

I genitori potranno anche iniziare a raccontare al bambino delle fiabe, inventate o lette su qualche libro. Non c'è bisogno che i genitori siano dotati di un particolare talento creativo, perchè i bambini amano sentire sempre le stesse storie e spesso non sopportano neanche il più piccolo cambiamento.

A partire dai tre anni comincia il periodo della fantasia e della creatività. Spetta sempre ai genitori non mortificarla, ma favorirla e incentivarla.

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